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Digital Detox

un ritiro in convento per rallentare: fermati 3 min


Buongiorno Reader

questa non è l’ennesima newsletter per fare di più: è per stare meglio.
benvenuti/e nello spazio dove parliamo di digital detox: vita vera prima degli schermi.
Per vivere (non solo sopravvivere) tra notifiche, email e chat infinite e intelligenza artificiale.
Piccoli passi, grandi cambiamenti.

Ecco le tre cose di oggi.

  • Domani, 4 dicembre alle 20:30, sarò a Mirandola per parlare di digital detox. Un teatro intero. Una serata speciale. Grazie Gruppo Aimag.

  • Il 9 e 10 dicembre, in collaborazione con Manager Italia, guiderò due giornate di formazione online. Scopri di più.

  • L’11 dicembre sarò a Napoli con Feltrinelli Education e Scuola Holden, ospite di Prysmian. Poi ci si FERMAAAAA.

Poi il resto te lo racconto più giù.
Tre, due, uno. Si parte.


reset retreat: seconda edizione

Ci sono momenti in cui senti che qualcosa dentro si è irrigidito.
Non lo dici a nessuno, ma lo avverti.
Un nodo che ti segue ovunque.

A volte te ne accorgi in piccoli istanti.
Apri il telefono “un minuto” e poi sono passati trenta.
Rispondi per abitudine.
Scorri senza vedere.
Vai avanti, ma non sai più come ti senti davvero.

È la sensazione di non riuscire più a rallentare.
Non perché non vuoi.
Perché hai dimenticato come si fa.

La mente corre anche quando il corpo è fermo.
Il corpo corre anche quando la testa chiede tregua.
E vivi così: piena di stimoli, vuota di spazio.

Ogni tanto ti ripeti che “appena si calma tutto” ti prenderai del tempo.
Ma non si calma mai.
Il mondo è un flusso continuo, senza pause.
E tu non sei fatta per reggere questa velocità.

In questi mesi tutti parlano di AI, del modo in cui cambierà la nostra vita.
È vero: oggi puoi avere qualunque informazione in un istante.
È la rivoluzione della conoscenza.

Ma la vera rivoluzione non è lì.
È nella coscienza.


Quella che perdi quando corri troppo.
Quella che ti manca quando senti che la vita ti scivola addosso.
Quella che nessun algoritmo può restituirti.

Ci stanno dicendo che possiamo sapere tutto.
Con un prompt.
Ma pochi ci stanno insegnando a sentirci.

E tu, in fondo, lo sai. Sai cosa ti farebbe bene.


Sai che ti servirebbe uno spazio che ti rallenta.
Un luogo che ti riporta al tuo ritmo.
Dove la voce del mondo si abbassa e senti finalmente la tua.

Ma ti dici: “Non posso permettermelo.”
“Non ho tempo.”
“Non è il momento.”

La verità è una sola: fermarti fa paura.
Perché quando ti fermi, senti.
E quando senti, qualcosa cambia.


Per questo torno lì, tra le celle del 1200, il bosco che rallenta il battito solo a guardarlo, il silenzio che rimette ordine nei pensieri.
Lì dove non lavori sulla performance, ma sulla presenza.
Lì dove non torni “produttiva”: torni viva.

La prima edizione è andata sold out in un soffio.
Non perché fosse un’esperienza “bella”.
Perché era necessaria.

Che cos’è davvero questo retreat

Tre giorni pieni, tre notti, in un convento del 1200 immerso nel bosco.
Un’esperienza che non ti chiede di fare, ma di essere.

Silenzio.
Rituali
Workshop con me.
Ascolto della parola con p. Paolo Zampollini. ( il custode del convento di Monteluco)
Ascolto.
Spazi vuoti che diventano aria.

È un ritorno alla presenza.
Al ritmo.
All’essenziale.

Non vieni per scappare dal mondo.
Vieni per tornare a te stesso.


Quello che hanno detto le persone che hanno già partecipato

Le altre sono qui

Quando e come

Dal 7 al 10 maggio 2026.
Arrivi giovedì pomeriggio, resti tre notti, chiudiamo domenica alle 13:00.

È un tempo che si dilata, non un programma da inseguire.

un gesto doppio: per te e per il convento

Una parte importante della quota non arriva a me.
A me resta il 25%.
Il resto, tolte le spese vive, va ai frati.
Va al convento.
Va a un luogo che custodisce silenzio, preghiera e tempo da secoli.

L’anno scorso, grazie alle persone che hanno partecipato, abbiamo contribuito a sistemare alcune camere e a riportare luce agli spazi comuni.

Una mattina i frati mi hanno mandato una foto: legno caldo, luce morbida, un ambiente che respirava di nuovo.
Sapere di aver dato qualcosa indietro ha reso tutto più pieno.

Quando scegli di venire, fai un regalo a te.
E un regalo a loro.
È un dono doppio.
Uno di quelli che restano.

I posti sono pochi.


Non per creare urgenza: per custodire intimità.
La prima edizione è andata via in poco tempo.
Anche questa volta sarà così.

Rallentare non è un lusso.
È tornare a vivere con te.

Se senti che è il tuo momento, se riconosci in queste parole quello che stai cercando, non rimandare.

👉 PRENOTA ORA.

Io sarò lì ad aspettarti dal 7 maggio.


🗞️ l'articolo della settimana

Stavo leggendo su ​LessWrong​ un articolo e mi sono detto: questo non parla di burnout, parla di noi. Di me. Di te.

Spesso scambiamo il "tirare il fiato" con il riposo, ma non è la stessa cosa. Ci diciamo che stiamo “riposando”, ma in realtà stiamo solo recuperando abbastanza energie per non crollare del tutto.

Li chiamano Recovery Days: quei giorni in cui ti lasci cadere sul divano, scrolli per ore, divori serie, ti rifugi in tutto ciò che ti stordisce abbastanza da non sentire niente. Sembra riposo, ma non lo è. È sopravvivenza.

Il vero riposo sono i Rest Days: giorni senza obblighi, senza notifiche, senza “ti va di fare una call veloce?”. Giorni in cui il corpo ha abbastanza energia da dirti cosa vuole davvero: una camminata, cucinare, parlare con qualcuno che ti fa bene, stare in silenzio, fare niente e sentirlo buono.

La verità? Molti di noi non sanno più cosa significhi riposare davvero. Abbiamo perso il diritto al “giorno sacro”.

Eppure basta un giorno al mese. Uno solo. Da proteggere come si protegge qualcosa di vivo.

Perché senza veri Rest Days, non ci stiamo riposando. Stiamo solo continuando a cadere, più lentamente.


📚 Ia lettura della settimana

È tempo di lettere per Babbo Natale…
o, meglio, per Jeff Bezos che in fondo è diventato una sorta di Babbo Natale postmoderno: decide cosa arriva, quando arriva, come arriva.
E mentre ci pensavo, mi è tornata alla mente una scena del primo retreat.
Marisandra Lizzi era con noi.
In uno dei momenti più quieti mi porse una lettera.
Una pagina breve, ma piena di un messaggio che parlava di vita, di valori, di un punto di svolta.
Sembrava una luce.
E infatti lo era: era il faro che l’aveva portata in un nuovo porto.

Poche settimane dopo, è arrivata un’altra lettera.
La sua vera lettera: il libro Lettera a Jeff Bezos”.

Marisandra ha lavorato quasi vent’anni al fianco di Amazon in Italia. Poi qualcosa dentro ha iniziato a chiedere spazio.
Ha rivisto la sua vita, le sue scelte, le sue priorità.
E ha avuto il coraggio di fermarsi, cambiare rotta e scrivere al fondatore dell’azienda con cui aveva camminato così a lungo.
Non per protesta. Per coscienza.

Il libro intreccia aneddoti, dubbi e domande scomode.
Racconta l’azienda da dentro e la ripensa da fuori, riscrivendo in chiave umana i 16 principi di leadership di Amazon, e chiedendosi se la tecnologia possa davvero servire il bene comune.

In un’epoca in cui tutto accelera, questo libro non ti parla di Amazon: parla a te, di cosa scegli ma sopratutto di come scegli di vivere.

👉 Il libro Lettera a Jeff Bezos”.


👨‍💻 i link della settimana

Un mio pezzo su Donna Moderna: ChatGPT apre alle chat erotiche. Libertà, inevitabilità… o solo un’altra forma di solitudine?

Il Post racconta un fenomeno in crescita: non sono solo i giovani a restare incollati allo smartphone. Anche molti anziani faticano a metterlo giù.

24 ore in clausura con le monache di Orta San Giulio. Un racconto potente sul bisogno crescente di “staccare” davvero.

Controlliamo il telefono così spesso che non ce ne rendiamo più conto. Pensiamo siano 10 volte al giorno. In media sono 110.

Nel 2025 Oxford English Dictionary ha scelto come parola dell’anno rage bait: contenuti costruiti per suscitare rabbia e indignazione, non per informare. Mentre lo scorso anno era brain root. Qui


✏️ la frase della settimana

“Stacchi davvero quando smetti di inseguire ciò che non ti serve.”
Alessio Carciofi


❤️ cosa possiamo "fare" insieme?

Ho formato più di 15.000 persone a ridurre lo stress digitale, ritrovare focus e migliorare le relazioni.

🏢 In azienda e istituzioni → meno overload da email e notifiche, più produttività e benessere per i team.
🌿 Eventi e retreat → esperienze immersive e talk che ispirano, con strumenti pratici da riportare nella vita di tutti i giorni.
🏫 Nelle scuole e con i genitori → percorsi che insegnano a studenti, docenti e famiglie a crescere con la tecnologia senza esserne travolti.


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