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Digital Detox

Se è importante, ti spaventa 😮‍💨


Buongiorno Reader

questa non è l’ennesima newsletter per fare di più: è per stare meglio.
benvenuti/e nello spazio dove parliamo di digital detox: vita vera prima degli schermi.
Per vivere (non solo sopravvivere) tra notifiche, email e chat infinite e intelligenza artificiale.
Piccoli passi, grandi cambiamenti.

Ecco le tre cose di oggi.

  1. Domenica sono stato ospite a "Genitori che fare?". La puntata andrà in onda domenica 18 gennaio alle 17:00 su Rai 2. Se ti va, guardami.
  2. Oggi 14 gennaio sono a Pisa con Toscana Promozione Turistica per il secondo bootcamp sul benessere del sonno. Un tema di cui se ne parlerà sempre di più.
  3. Oggi sul settimanale Donna Moderna troverai un mio articolo su questo inizio 2026. Corro in edicola, tu?

Tre, due, uno. Si parte.


dentro di te c'è un giudice e un saggio...

Magari in questi giorni stai facendo i conti con i buoni propositi per il 2026. Meno social, più sport, più tempo per noi. E poi arriva sempre il momento in cui provi a iniziare davvero.

Le scorse mattine ho chiuso la porta dell’ufficio, ho aperto Word e mi sono trovato davanti una pagina bianca. E io, puntuale, scappavo facendo altro.

Si, in questi giorni ho iniziato a scrivere un nuovo libro. Nel 2026 uscirà per Feltrinelli.

Per me è una cosa enorme. La sento come gratitudine vera: la fiducia, l’occasione, la possibilità di portare questo tema in una casa editrice che per me conta davvero. E proprio per questo mi commuove e mi spaventa nello stesso minuto.

Poi succede anche l’altra cosa. Arriva una voce. In "Positive Intelligence" Shirzad Chamine la chiama il Giudice.

Nel mio caso suona così:

“Chissà se troverai davvero le parole giuste. Se cominci e poi non stai all’altezza ogni giorno, che figura fai con Feltrinelli? Non è il momento adesso. Prima sistema due cose, poi inizi.”

E parte la fuga, quella che fai senza accorgertene.

Apri WhatsApp, poi la mail. Magari finisci in cucina con un caffè in mano, fermo, come se stessi aspettando un permesso.

E tu lo eviti come si evita uno sguardo. E la cosa che pesa non è il tempo perso.

È come ti senti dopo. Esci dalla stanza con una colpa appiccicata addosso e un’irritazione che non c’entra niente con chi hai accanto, ma che scarichi su di loro lo stesso.

Quando una cosa ti importa davvero, il Giudice si attacca.

Prova a salvarti a modo suo.

Solo che per “salvarti” ti ferma.

E il primo istinto, lì, non è nobile. È: vaffanculo a tutto.
Mi succede ogni volta che inizio. Questo è il quinto libro. Eppure, all’inizio, mi sembra sempre di ripartire da zero.

Poi, a un certo punto, mi viene da piangere. Di frustrazione. Perché so che se non mi muovo adesso, domani sarà peggio. E la consegna della bozza è vicina.

Allora faccio una cosa semplice. Non discuto con la voce. La riconosco.

Ok, Giudice. Ti ho sentito. Ti sto riconoscendo.

Appoggio le mani sulla tastiera e scrivo una riga. Solo una. Anche storta.

Una riga serve a spostarti dal pensare al fare.

E spesso, dopo quella riga, entra un’altra parte.

Chamine la chiama il "Saggio".

Io la riconosco così: non mi giudica, mi guida. Mi dice: fai il primo passo, non tutto il percorso.

Allora mi do una regola: dieci minuti, versione brutta.

Metto un timer e scrivo senza sistemare. Solo: deve esistere. Quando suona, chiudo. Non rileggo subito, perché se rileggo subito rientra il Giudice e mi smonta.

Il giorno dopo riapro quella pagina e succede una cosa normale: non riparto da zero. C’è già un filo. Devo solo continuare.

Se anche tu, in questo inizio 2026, hai un proposito che ti sta a cuore, aspettati il Giudice. Vuol dire che ti importa.

E se oggi ti blocchi, fai una cosa più piccola: riconoscilo, scrivi una riga brutta, resta dieci minuti, poi chiudi.

Se ti va, rispondimi con una riga sola: qual è il tuo “file bianco” in questo momento?

P.S. Per questo 2026 ho deciso una cosa: meno promesse, più primi passi. Piccoli scogli, non montagne. Dieci minuti, una riga brutta, e si riparte.

Buon cammino, in questo 2026.
L’oceano è fatto di gocce, diceva Madre Teresa di Calcutta.

Sii una goccia. Il resto viene.


🗞️ il consiglio della settimana

durante la pausa natalizia ho ricevuto questa mail. Tolgo i dettagli.

“Alessio, il retreat mi attira tantissimo. Ma mi sento in colpa anche solo a immaginare di sparire quattro giorni. Ho lavoro, famiglia, responsabilità. Se non rispondo, poi devo recuperare. E ho paura che si arrabbino.”

la mia risposta:

"Ti capisco. La colpa spesso non parla di egoismo. Parla di quanto a lungo hai retto tutto. E di quanto la tua disponibilità è diventata la prova del tuo valore.

Se rispondi subito, vali.
Se sei reperibile, vali.
Se reggi tutto, vali.

Il retreat serve proprio a spezzare questo automatismo.

Non per scappare dalle responsabilità, ma per tornare a scegliere.

E sì, si può fare anche in modo pratico: due righe prima di partire, un confine chiaro, un canale per le vere urgenze. Poi succede una cosa che spaventa e libera insieme: il mondo non crolla".

Dal 15 al 18 maggio conduco un Reset Retreat in un convento del 1200 a Monteluco, a Spoleto. In Umbria.

I posti sono solo 20 e si stanno esaurendo.prenota ora.

🗞️ l'articolo della settimana

Siamo messi peggio di quanto pensiamo. L’attenzione oggi si spezza in pezzi minuscoli: una notifica, una mail, una tab aperta “solo un attimo”. E a fine giornata ti senti stanco senza aver concluso davvero.

video preview

Per questo ti propongo una sfida semplice. Guarda questo video di Daniel Pink in full screen, a velocità 1x, senza distrazioni.

Solo 5 minuti. Niente multitasking. Niente scroll in sottofondo.

Io Daniel lo seguo da più di 10 anni. E ho avuto anche il piacere di conoscerlo a Milano e scambiarci alcune opinioni.

Mi piace perché sa essere diretto e pratico: in questo video ti dà 5 passi basati su evidenze per ricostruire la tua capacità di concentrazione, prima che diventi normale vivere in 15 secondi per volta.

Guardalo adesso. Poi dimmi: quanto dura, oggi, la tua attenzione?


👨‍💻 i link della settimana

  • l’app più scaricata in Cina ti chiede ogni 48 ore “sei ancora vivo?” perché la solitudine è diventata un rischio reale. QUI.

  • Se ti senti “risucchiato” dal telefono e vuoi 15 idee pratiche per riprenderti tempo e testa, questo pezzo è un ottimo punto di partenza.

  • Se vuoi iniziare il 2026 con meno caos digitale, questo post ti guida in un audit di 5 minuti per capire dove si accumula davvero il disordine e cosa tagliare subito.

  • Se stai per caricare i tuoi referti su ChatGPT, leggi prima questo: OpenAI lancia ChatGPT Salute, ma la domanda vera è semplice e scomoda. Qui non stai chiedendo un ristorante o cosa vedere. Qui si parla di vita.

  • Se ti sembra “normale” che OpenAI voglia diventare il tuo Personal Health OS, leggi questo post: è la soglia in cui l’AI smette di aiutarti e inizia a gestire i tuoi dati più intimi.

  • Australia: cancellati 500.000 profili under 16. Sembra protezione, ma non basta: serve cambiare l’ambiente e dare ai genitori strumenti veri, non solo divieti. QUI.


✏️ la frase della settimana

Non tutto ciò che accelera è progresso.
Non tutto ciò che coinvolge è nutriente.
Non tutto ciò che è digitale è umano.


❤️ cosa possiamo "fare" insieme?

Ho formato più di 15.000 persone a ridurre lo stress digitale, ritrovare focus e migliorare le relazioni.

🏢 In azienda e istituzioni → meno overload da email e notifiche, più produttività e benessere per i team.
🌿 Eventi e retreat → esperienze immersive e talk che ispirano, con strumenti pratici da riportare nella vita di tutti i giorni.
🏫 Nelle scuole e con i genitori → percorsi che insegnano a studenti, docenti e famiglie a crescere con la tecnologia senza esserne travolti.


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Via Martiri della Resistenza , Spoleto, Perugia 06049
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ogni mercoledì: spunti pratici per usare la tecnologia senza farti usare.

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